Alimentazione del Cane

Originariamente carnivori, i cani, nel loro processo di domesticazione, sono ormai diventati praticamente onnivori: è stato dimostrato scientificamente, infatti, che sono in grado di digerire pressoché qualsiasi cosa ad eccezione degli amidi, poiché nella saliva dei cani è quasi inesistente la ptialina, l’enzima che agisce sugli amidi.

I quantitativi di cibo devono essere variati in funzione delle condizioni di vita e dello stato fisiologico dell’animale. Una razione media, che si riferisce ad un cane adulto che compia attività fisica moderata, va raddoppiata nei cani in crescita, aumentata di un 50% nelle femmine in lattazione e di un 20-30% nei cani sottoposti ad elevata attività fisica, convalescenti, sottoposti a stress, o che vivono al freddo. È inoltre importante frazionare in più pasti la razione giornaliera, da somministrare possibilmente sempre agli stessi orari perché il cane è un animale abitudinario.

Per crescere e mantenersi sano e attivo, il cane ha bisogno di un’alimentazione che contenga giuste proporzioni dei seguenti elementi nutritivi:

– proteine, che sono la materia prima del suo organismo. In un pasto giornaliero è sufficiente che la percentuale di proteine d’origine animale somministrata si aggiri intorno al 20%; è da considerare che in particolari condizioni – femmine in gravidanza o allattamento, cuccioli – il fabbisogno proteico cresce, mentre in altre – è il caso dei cani anziani – diminuisce;

– zuccheri, ma non tutti sono assimilati con facilità. Nessun problema per glucosio e saccarosio, ma il cane ha difficoltà a digerire il lattosio. L’apporto di zuccheri è importante sia come fonte d’energia rapidamente disponibile sia come regolatore dell’attività della flora batterica;

– grassi, nella giusta misura. Nella sua dieta i grassi non devono superare il 10%; gli eccessi non portano solo all’obesità, ma anche ad un animale maggiormente predisposto alla malattia ed alla vecchiaia precoce;

– vitamine, soprattutto da cucciolo e in gravidanza e allattamento. Il cane non riesce a sintetizzare tutte le vitamine, quindi alcune le deve assumere; specifiche carenze vitaminiche possono portare a malattie;

– minerali, che sono presenti in diversa quantità in tutti gli alimenti.

Oggi in commercio esistono mangimi secchi ed umidi di altissima qualità, bilanciati e studiati per garantire all’animale tutto ciò di cui necessita durante la crescita e sviluppo, il mantenimento e l’età avanzata.

I mangimi secchi possono essere di vario tipo:

· “puppy” specifici per i cuccioli perché contengono maggiori percentuali di calcio, proteine e vitamine per garantire un completo e corretto sviluppo della massa muscolare e scheletrica;

· “premium” con alto contenuto proteico (oltre il 25%), indicati per i cani che svolgono un’intensa attività fisica e per le femmine in allattamento;

· “regular” o “standard” (quota proteica dal 22 al 25%), per i cani che svolgono un’attività fisica media – normale e costituiscono quindi un mantenimento per il cane adulto;

· “light” (a basso contenuto proteico, inferiore al 22%, per i cani giovani ma sedentari, con problemi di peso e per il cane anziano.

I mangimi umidi invece (le cosiddette scatolette), sono solitamente più appetibili di quelli secchi ma sono costituiti per la maggior parte da acqua: quindi per ottenere un pasto paragonabile ad una determinata quantità di secco occorre almeno il doppio del mangime umido; questo comporta un innalzamento dei costi che, in un cane di taglia medio grande, non può essere certo sottovalutato. Quando la dose è corretta, il mangime umido può mantenere il cane in perfetta salute esattamente come quello secco.

Crocchette e biscotti grandi e duri aiutano a sviluppare il morso ed aiutano a tenere lontano il tartaro; i biscottini di piccole dimensioni invece possono essere usati come premio durante l’addestramento. Teniamo comunque presente che anche questo è cibo, quindi se diamo molti premi è opportuno diminuire un po’ la razione giornaliera di mangime; in ogni caso, vanno somministrati al di fuori del normale pasto.

Nel caso in cui si preferisca preparare il cibo in casa, non avvalendosi di preparati già pronti, diamo di seguito alcune indicazioni sui principali alimenti da utilizzare.

CARNE

Abbiamo già sottolineato come carne e fonti proteiche di origine animale siano importanti per il cane che da essi trae gli amminoacidi, fra cui alcuni essenziali, perché il suo organismo non è in grado altrimenti di produrli, e che perciò devono essere compresi nella dieta. Ma le proteine devono essere di buona qualità, in grado di apportare le sostanze necessarie per le funzioni dell’organismo in proporzioni e quantità corrette; altrimenti questi non potrebbe utilizzarle, e anzi se ne disferebbe con meccanismi che danneggerebbero fegato e reni (come accadeva quando i cani venivano alimentati esclusivamente con carni di scarso valore o frattaglie). Esistono due fabbisogni in carne, minimo ed ottimale. Sotto al minimo non si deve mai scendere, poiché ciò porterebbe a gravi carenze, ma tale fabbisogno viene rispettato in animali con problemi renali o epatici o negli anziani; mentre il fabbisogno ottimale deve essere garantito negli animali giovani e sani per il mantenimento. Fra le carni meglio quelle bianche.

La carne va somministrata di preferenza appena scottata poichè la cottura prolungata riduce la digeribilità delle proteine e diminuisce il loro valore biologico. Le carni di pollame, coniglio e maiale vanno assolutamente ben cotte per evitare rischi di parassitosi.

UOVA, PESCE, FORMAGGI

Fonte di proteine che si possono utilizzare per variare l’alimentazione sono ad esempio le uova (1 uovo ha un apporto proteico che corrisponde a circa 50 gr. di carne).

Mentre il tuorlo crudo viene digerito perfettamente dal cane, ciò non avviene per l’albume che contiene una sostanza che blocca l’assorbimento della vitamina B1. Dunque vanno somministrati solo tuorli crudi, oppure uova alla coque, in cui il processo lento di cottura non altera le proprietà nutritive dell’alimento ma rende l’albume digeribile ed innocuo.

Pesce e formaggi bianchi possono sostituire la carne in pesi equivalenti.

LATTE

Altra fonte proteica, e non soltanto, gradita dal cane è il latte che tra l’altro apporta elevati quantitativi di minerali fra cui, importante soprattutto nel processo di crescita, il calcio. Il latte può sostituire un pasto, ma, per la mancata digestione del lattosio, può indurre diarree. L’intestino dell’animale va quindi adattato con gradualità alla digestione di questo alimento.

VERDURE

L’intestino del cane non è particolarmente adatto a digerire ed assimilare le verdure. Con un processo di cottura prolungato le verdure diventano più digeribili, ma perdono gran parte delle vitamine in esse contenute. La conservazione dell’acqua di cottura, in cui eventualmente verranno cotti il riso o la pasta, consentirà invece il mantenimento della quota minerale. Le verdure hanno la funzione di facilitare i movimenti intestinali, e sono un riempitivo, particolarmente apprezzato negli obesi e nei cani voraci. Tra le verdure sono da evitare in grosse quantità quelle ricche in acido ossalico (spinaci, bietole, cicorie, lattughe) che rende il calcio non disponibile per l’assorbimento e predispone l’apparato urinario alla comparsa di calcoli. La quantità finale di verdure non dovrà, tranne casi particolari, superare il 30% del peso del pasto.

RISO, PASTA, FIOCCATI O PANE

Gli alimenti contenenti amido devono essere bolliti o macinati finemente. Il processo di cottura di riso e pasta, che deve essere lento, rende gli amidi digeribili per il cane. Anche in questo caso, come per le verdure, è bene conservare l’acqua di cottura per non disperdere i minerali contenuti. I cereali in fiocchi non necessitano di cottura; per renderli più appetibili, possono essere ammollati in brodo di carne.

Importante: quando si utilizzano prodotti di panificio essi dovranno essere secchi e perfettamente esenti da muffe, che possono causare gravi intossicazioni.

Ovviamente sono assolutamente vietati gli avanzi della nostra tavola, in particolar modo per ciò che riguarda cibi speziati e piccanti. Anche i dolci sono banditi dalla dieta del cane: soprattutto la cioccolata, pericolosissima (3-4 etti possono addirittura uccidere un cucciolo).

Anche i cani come i loro padroni hanno spesso problemi di obesità. Nell’animale è più difficile, rispetto all’uomo, stabilire il rapporto percentuale tra massa grassa e quella magra. In modo più generico, si può dire che l’animale è obeso quando il suo peso è maggiore del 10-20% rispetto a quello ideale. Oppure, un modo più empirico sfrutta la palpazione: in un cane in perfetta forma le coste si vedono e si tastano con facilità, in uno grasso non si vedono (essendo coperte da uno strato di grasso) ma sono ancora distinguibili al tatto. Infine nel cane obeso non si palpano più.

Alcuni animali sono più predisposti ad accumulare grasso, in particolare le femmine e i maschi castrati, alcune razze come i cocker, i labrador e i bassotti, e tutti i cani che vivono in appartamento.

In commercio, si trovano anche prodotti light (a basso contenuto proteico) per cani obesi. Se il cane è già obeso per prima cosa occorre ridurre la quota calorica settimanale, per esempio del 5%. È necessario, inoltre, stimolarlo a muoversi accompagnandolo più spesso al parco a giocare. Si possono quindi sostituire i grassi con i carboidrati e si possono aumentare le fibre indigeribili che riducono l’assorbimento dei grassi, facendo sempre attenzione a non far mancare mai i principi nutritivi fondamentali,. I pasti dell’animale devono limitarsi ad uno o al massimo a due al giorno e ben distanziati. È buona regola non dare mai da mangiare al cane fuori pasto.