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Petnet Magazine » Ottobre 2009 » Varie - Avvelenamento da esteri fosforici o carbammati

Si tratta di una forma di avvelenamento piuttosto comune dal momento che carbammati (esempio: carbaryl, propoxur) od organo fosforati (esempio: diazinone, fenthion, clorpyrifos) sono diffusamente impiegati come insetticidi in ambito rurale o domestico e sono dei principi attivi largamente usati in diversi prodotti adottati contro pulci e zecche. Talora l’avvelenamento può verificarsi in conseguenza del fatto che gli animali sono sottoposti ad un trattamento locale con insetticidi usati per disinfestazione ambientale, per una loro insufficiente diluizione o perché l’animale ha libero accesso a luoghi in cui questi principi tossici sono stati recentemente impiegati.
Entrambe queste sostanze agiscono sul sistema nervoso centrale provocando l’inibizione di un particolare enzima, denominato colinesterasi, attivo nei confronti dell’acetilcolina, un neurotrasmettitore, la cui inattivazione causa a sua volta l’interruzione della trasmissione nervosa.
E’ segnalata una predisposizione ereditaria in animali che presentano una ridotta attività colinesterasica e nel gatto, in ogni caso, la sua inibizione è relativamente più accentuata rispetto al cane. Gli organo fosforati si accumulano nel tessuto adiposo e sono lentamente liberati nel circolo sanguigno. Gli organi maggiormente colpiti sono il sistema nervoso e l’apparato muscoloscheletrico.
Le manifestazioni cliniche conseguono ad un'abnorme stimolazione del sistema parasimpatico. (Il parasimpatico è dato da quella parte del sistema nervoso autonomo che provvede a funzioni viscero - sensitive e somato-sensitive, quali broncocostrizione, vasodilatazione, peristalsi della muscolatura gastroenterica, eccitosecrezione di ghiandole salivari, lacrimali nonché ghiandole extramurarie annesse al tubo digerente (pancreas e fegato); interviene nell'innervazione del muscolo detrusore della vescica, la cui contrazione, accompagnata dal rilassamento del muscolo sfintere liscio della vescica, porta alla minzione. Le fibre parasimpatiche decorrono in molti nervi cranici tra cui il nero vago. Quest’ultimo (uno dei nervi più lunghi) concorre all'innervazione viscerale di tutto il tratto digerente fino al colon discendente, del cuore e dei polmoni, nonché della regione faringo - laringea.).. Il proprietario dell'animale riferisce della comparsa di fenomeni convulsivi e di difficoltà respiratoria. In seguito si può osservare aumento della salivazione, diarrea, miosi, bradicardia, depressione, tremori muscolari, crisi convulsive, insufficienza respiratoria.
Le forme più lievi di avvelenamento conseguenti all’impiego di un determinato collare antipulci o ad un trattamento topico possono essere facilmente risolte rimuovendo il collare o l’eccesso ad esempio di polvere cosparsa sul pelo.
La terapia famacologica prevede la somministrazione immediata di di farmaci antagonisti dei principi tossici ed aventi proprietà sedative. Le contrazioni muscolari possono essere tenute sotto controllo con farmaci miorilassanti, alcuni dei quali hanno il loro massimo effetto 24 ore dopo l’esposizione al tossico e sono in grado di stimolare un gatto anoressico ad alimentarsi anche a distanza di vari giorni dal contatto del tossico con la cute dell’animale. Il soggetto deve essere lavato con un comune sapone ed acqua. Nel caso in cui l’ingestione del prodotto tossico sia avvenuta da poco tempo si potrà stimolare il vomito o far sottoporre l’animale ad una lavanda gastrica.