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Petnet Magazine » Ottobre 2009 » Varie - Attenti alla gastrite

La prima funzione dello stomaco è quella di immagazzinare il cibo, una seconda quella di mescolare l'alimento e dare inizio al processo digestivo ad opera degli enzimi presenti e dell'acido cloridrico, che fa parte del succo gastrico. Altre funzioni sono quelle di sminuzzare le parti di alimento più grossolane e farle progredire verso l'intestino mediante un movimento a onda. I sintomi clinici di un problema a livello gastrico possono essere ricondotti fondamentalmente a due eventi: la nausea, caratterizzata da salivazione più o meno abbondante e masticazione tipo “gomma americana” e, soprattutto, il vomito. Proprio a quest’ultimo fattore bisognerà prestare particolare attenzione per segnalare al veterinario quando, cosa e quante volte l'animale vomita. Per accertare le cause di questi problemi vengono in aiuto gli esami del sangue, gli accertamenti radiografici anche attraverso la somministrazione di un mezzo di contrasto per bocca, l'ecografia e, in particolare, un esame endoscopico, cioè un tubicino con una piccola telecamera e una luce sulla punta che viene introdotto nello stomaco del cane, sotto lieve anestesia, attraverso la bocca. La gastrite od infiammazione dello stomaco è un processo infiammatorio che colpisce la mucosa dello stomaco. I sintomi sono costituiti da : vomito, nausea, a volte anche dolore addominale , febbre, eruttazione, gonfiore dello stomaco. La gastrite acuta può essere di origine alimentare (cibi avariati, in putrefazione, intolleranze), infettiva (virus del cimurro, della gastroenterite infettiva, panleucopenia del gatto), da farmaci (antinfiammatori, metalli pesanti), da sostanze tossiche (erbicidi, fertilizzanti). La gastroenterite emorragica è provocata da un agente in grado di causare un grave danno alla mucosa e favorire l’attacco di, batteri e/o tossine. In questo caso può comparire sangue nel vomito e nelle feci, oltre a una grave debilitazione del soggetto colpito.
La gastrite cronica è un fenomeno infiammatorio piuttosto complesso, non facile da individuare, che richiede spesso esami microscopici della mucosa gastrica per determinarne l'esatta causa e tipologia. In questa forna di gastrite, il vomito non è molto frequente e si verifica a stomaco vuoto. Il cane che ne soffre può dimagrire e mostrare una forte salivazione. Tra le infiammazioni croniche dello stomaco possiamo citare anche quelle causate da parassiti interni, per fortuna non frequenti, e quelle indotte dall'azione dell'Helic, ma che sembra non essere altrettanto pericoloso per gli animali.
La terapia della gastrite acuta varia da caso a caso ma, in generale, si può dire che consiste nel tenere l'animale a digiuno per 24 ore, nella somministrazione di fluidi per via endovenosa ed eventualmente di prodotti contro il vomito ed antibiotici. In base alla causa alla base dell'insorgenza della gastrite e al danno subito dallo stomaco del cane, potrà essere utile alimentarlo anche con diete ipoallergeniche, somministrare farmaci gastroprotettori, antiparassitari. Nel caso di una gastrite acuta emorragica sarà opportuno valutare anche il grado di un'eventuale anemia del cane e predisporre una cura che preveda l'impiego di soluzioni per via endovenosa, antiemorragici per via intramuscolare e, qualora reputato necessario dal veterinario, una trasfusione di sangue. Il ritorno ad una nutrizione "normale" dovrà essere graduale, non si dovrà cercare di forzare l'animale a mangiare, ma invogliarlo con bocconi inizialmente piccoli e via via sempre di maggiori dimensioni.
Nel caso in cui il processo si cronicizzi ,come nel corso di una gastrite linfoplasmacellulare, la terapia è rappresentata sempre dalla somministrazione di una dieta ipoallergenica per un periodo di almeno sei mesi, di prodotti in grado di proteggere la mucosa gastrica ( gastroprotettori ), di determinate sostanze farmacologiche ad azione antibatterica in grado di inibire la proliferazione di germi nocivi in ambito gastroenterico.
Utilizzando questo approccio terapeutico, i risultati sono decisamente favorevoli, anche se il ritorno alla normalità non è immediato. E' naturale che molto dipende da quanto il proprietario dell'animale è in grado di seguire con attenzione nel tempo i consigli del veterinario senza scoraggiarsi se i risultati tardano ad arrivare.